Quelle fastidiose lucine bianche

Una notte ero nel mio letto e non dormivo.Stavo steso pancia all’aria, e fissavo i puntini luminosi sul soffitto. Nella mia stanza chiusa a chiave ero solo quella notte. Nelle altre camere, i miei coinquilini spendevano le loro porzioni di vita. Il Ragazzo si masturbava con le foto fatte di nascosto alla rumena che viene a fare le pulizie in casa. La Signora dormiva nella stanza di fianco con la televisione accesa. Io fissavo quelle strane luci bianche sul soffitto, ma non avevo sonno.Era agosto l’ultima volta che mi era successo di vedere quelle strane luci bianche. Mi trovavo nei bagni di una discoteca, ed ero appena venuto in bocca ad una tizia che le vidi : macchie bianche e nulla più. Pensai allora che poteva essere stata la stanchezza, il troppo alcool della sera, o il fatto di aver appena eiaculato tra due morbide labbra. Sta di fatto che svenni e, cadendo battei la testa. Mi risvegliai diverse ore dopo nei cessi di quel locale, con le mani fredde, i piedi caldi e il mio seme secco in faccia. Me l’aveva sputato addosso. Mi ero convinto a farglielo succhiare solo perché diceva che li faceva con l’ingoio i pompini, quella puttana. La cosa buona era che quelle lucine bianche non le vedevo più. Sento la Signora uscire dalla porta accanto, e bussare a quella del ragazzo. Lo fa per farsi scopare da lui. Per il Ragazzo è un modo per risparmiare sull’affitto, per la Signora è un modo per farsi cavalcare da qualche giovanotto di tanto in tanto. A lei non piace molto quel Ragazzo, dice che ha la testa tozza e le mani grosse, il pisello piccolo e le palle mosce. La cosa che la infastidisce di più sono proprio quelle palle,  così mosce e  grandi, e sentirsele sbattere sulle cosce mentre lui la sta inculando. Una volta ha chiesto anche a me se mi andava di scoparla ogni tanto, così, quando non avevo tutti i soldi per pagare l’affitto. Le ho risposto di no. Le ho concesso solo un pompino il mese scorso, mi mancavano cento euro e non sapevo proprio dove andarli a rimediare. Quei puntini bianchi, ancora loro. Ancora sul soffitto. Dannato soffitto. Dannati puntini. Saranno i miei occhi allora, sarà loro la colpa di questa orribile visione. Puntini che si uniscono e compongono scritte sul soffitto, si uniscono e disegnano cose e mostri che nemmeno conosco, come fosse un ossessione. Vedo ragni con le zanne bianche che mangiano cani bianchi tutti fatti di puntini luminosi che si uniscono, sempre bianchi e sempre luminosi. I contorni delle figure che si formano sul soffitto, sono frastagliati ed in continuo movimento, come un magma fitto, fatto di puntini luminosi e la loro luminosa e microscopica scia, luminosa anch’essa. Tanto piccola da farli sembrare vermi, come di quelli che marciscono i cadaveri. Sono steso sul mio letto. Non ho sonno. Vedo le luci sul soffitto e quelle luci mi vogliono ammazzare. Sono diventate sempre di più e sono tutte qui intorno. Hanno preso possesso del soffitto, adesso stanno calando come tende luminose, scivolando intorno a me, e si avvicinano. Le vedo anche se chiudo gli occhi. Sento la Signora che grida mentre si fa inculare dal piccoletto. Io impazzisco tra le mie lenzuola. Vedo le luci scivolare sul pavimento, e finire tutte sotto il letto. La mia stanza adesso è tutta illuminata. Le sento salire sul letto, le sento avvicinarsi. Io però lo so come liberarmi di loro. Ho un cucchiaio nella tazza che sta sul mio comodino. Infilo la punta nella parte molle che sta tra l’osso e il bulbo del mio occhio. Ormai quelle luci mi sono addosso, ma io so come liberarmi di loro. Con il palmo dò un colpo secco al manico del cucchiaio che penetra le mie parti molli e fa schizzare fuori la palla bianca del mio occhio. Salta il primo e non fa quasi male.
Ne manca solo uno per raggiungere la mia tranquilla oscurità.

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