Storia di piccioni, vecchie foto e biscotti alla cannella.

Mia sorella si è sposata che era ancora giovane, bello il suo matrimonio con un Ungherese di nome Lothar. Mi ricordo che lavorava in un circo come  domatore di piccioni, unico numero di volatili in un circo equestre. Mia sorella lo seguì per amore in giro per l’Europa, poi ebbero un figlio e, sempre per amore, lei gli avvelenò tutti i piccioni. Furono quindi costretti ad abbandonare la vita circense per stabilirsi in una piccola cittadina  della Bielorussia occidentale. Lothar iniziò a lavorare in un mobilificio a gettoni, mia sorella accudiva il piccolo tra la  sicurezza della mura domestiche, ma non era felice. Il piccolo cresceva e loro invecchiavano. Lothar ormai era diventato bravissimo a fare mobili. Mia sorella cucinava biscotti per il parroco che li utilizzava al posto delle ostie benedette.
“Avvicina più a Dio un bel biscotto che un ostia sciapa” diceva.
Queste dichiarazioni giunsero presto alle orecchie del Vescovo di Minsk che provvide subito a rimuoverlo  dall’incarico e metterlo a riposo in un convento di carmelitane scalze ad Odessa, sul mare.  Mia sorella mi scriveva sempre, fin dal giorno in cui, lacrime agli occhi, comunicò ai miei la  sua decisione di seguire il suo domatore di piccioni. La nostra famiglia non fece i salti di gioia, certo avevano immaginato ben altro futuro per la loro figliola, tirata su con anni di sacrifici e fatica. Ma tant’è, se quella era la sua volontà, non potevano ostacolarla. Fu una scelta difficile, ma fatta con amore. Ogni tanto le mandavo dei soldi, e lei mi spediva dei biscotti. Biscotti e foto del piccolo Zoltan, il figlio dell’ammansitore di volatili. Era molto bello da bambino: biondino con gli occhi azzurri e le guance rosse come due mele. Non sono mai riuscito ad assaggiarli quei biscotti, perchè arrivavano regolarmente in  briciole, ma in compenso le foto del piccolo e la lettera di mia sorella avevano un gustoso profumo di  cannella. Mele e cannella, pensavo ogni volta che mi arrivavano i suoi pacchetti. All’improvviso quella corrispondenza fatta di briciole, foto ed odor di cannella si interruppe. Scrissi diverse volte a mia sorella, ma non ricevetti mai risposta. Passarono diversi anni e mi persuasi ormai definitivamente al fatto che mia sorella avesse disimparato a scrivere o disimparato a vivere. Inaspettatamente, dopo qualche anno, mi  arrivò un nuovo plico, identico a quelli confezionati da mia sorella. Lo apro e vengo nuovamente avvolto dallo stesso profumo di cannella, foto e briciole di biscotti. Le foto che scovai in fondo al pacchetto era quella di una famiglia con mamma, papà e bimbetto con le guance color mela. Nel retro bianco c’era scritto “La tua nuova famiglia” Vladivostock 1997, firmata “Zoltan, tuo nipote”. Nella lettera Zoltan mi spiega cosa era successo in quegli anni di silenzio. La fabbrica di mobili a gettoni dove lavorava Lothar era fallita e lui era stato licenziato. Aveva provato a fare diversi lavori ma ormai era stanco, vecchio e malato.  Morì qualche anno dopo. La madre aveva provato a superare la scomparsa del marito, ma il dolore che si portava dentro era  stato più forte anche di lei che, in una bellissima mattina di primavera, morì. Così lui, rimasto solo, trovò lavoro come operaio un una manifattura di maniglie; testava le serrature appena assemblate. Poi un giorno, mentre riordinava le stanze dei suoi, trova uno  scatolone  del padre e scopre i vecchi abiti da domatore di piccioni, le foto che lo ritraggono  mentre impartisce ordini ai volatili,  e quelle di  sua madre da ragazza. Ecco che anche per lui è arrivato il momento di scegliere. Molla tutto, lascia la fabbrica, ritrova quel vecchio circo e torna a lavorare rimettendo su il numero dei piccioni ammaestrati. Una scelta difficile, ma fatta con amore, tutto l’amore per far rivivere “Zoltan il domatore di piccioni”; attrazione principe del circo equestre di Minsk.

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Sono uno scrittore non famoso
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2 risposte a Storia di piccioni, vecchie foto e biscotti alla cannella.

  1. sexrider ha detto:

    bello davvero questo racconto, un raggio di sole per iniziare la settimana, grazie

  2. Simone (@Brahmino) ha detto:

    Come posso non essere completamente affascinato dalla storia di persone, vissute qualche battito di ciglia fa? Grazie, questo è il mio nutrimento.

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