Il Collezionista.

Era una stupida giornata, stupida come ce ne sono tante. Un sole strano bagnava Londra arrivando dappertutto, perfino nel posto nascosto che mi ero scelto sul bus. Poi c’era quel profumo strano nell’aria, un profumo che mi ricorda la primavera. Stetti al gioco ed iniziai a collezionare cose che mi ricordavano lei : in un barattolo imprigionai allora il suo profumo, in un altro ci misi i suoi baci e il ricordo delle sue morbide labbra. Poi trovai una scatola e ci sputai dentro per conservare il suo sapore. Sulla strada trovai e misi in tasca altri pezzi di lei, foglie di sambuco, il naso umido di un cane e la coda di un gatto. Presi al volo tanti sguardi, alcuni erano tristi, altri freschi ed accesi come luci di Natale. In un piccolo cartone misi i suoi passi, tre dei suoi per uno dei miei. Trovai poi un ampolla, e avvicinandomi ad una pozzanghera d’acqua piovana raccolsi qualche goccia delle sue lacrime per versarle sulla mia pelle quando ne avrei sentito la mancanza.

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Sono uno scrittore non famoso
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Una risposta a Il Collezionista.

  1. elisa ha detto:

    Per caso, ci ho vissuto. Ora Dublino. Ma e’ tutta un’altra storia.

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