Il mattino a loro imbocca

image

Aveva fatto tutti i compiti per casa che le aveva assegnato quello strano professore al quale la madre l’aveva affidata.
Doveva scrivere dieci frasi di senso incompiuto, che avrebbe dovuto portare alla lezione successiva.
“Se non riesci a maneggiare l’insensato, come pretendi di dare un senso al senso?” le aveva detto lui salutandola con una pacca sulla spalla destra.
Lei a quelle lezioni non ci voleva andare. La casa di quel tizio era molto, troppo lontana dalla sua, e poi puzzava di vecchio, rancido e sudore. L’appartamento era al quarto piano, privo di ascensore. Ogni volta che entrava in quel portone, le saliva l’ansia dalle cosce. Seduta sulle scale trovava sempre una vecchia mezza sorda, che le chiedeva  se fuori pioveva o c’era il sole. Come se avesse dovuto andare chissà dove. Apparentemente le gambe se le era rotte cadendo da quelle stesse scale proprio durante una giornata di sole. Ecco perché era felice solo se le diceva che fuori pioveva. Il professore poi, non era nemmeno tanto vecchio, avrà avuto al massimo quarant’anni, ma il suo animo si era spento prima di lui. Una storia di debiti finita male. Un pò le donne, e un pò il gioco. Le aveva detto sua madre. Prima che lui diventasse il suo professore, gliene aveva parlato con toni entusiasti, tanto da farle sorgere più di un dubbio sull’origine della loro conoscenza, ma non le chiese mai nulla.
“Poche lezioni, ti serviranno solo poche lezioni” le disse più di un anno fa.
Poi sono successe tante cose che di fatto avevano cambiato diversi piani, passati e futuri. Lei vedeva sparire i suoi anni felici come fossero bolle di sapone. La madre, si consumava appresso ad un uomo che non l’amava, e che non era suo padre. Quello che le rimaneva, ma che al tempo stesso odiava, erano quelle lezioni a casa di quello strampalato professore.
“Scrivi frasi senza senso, vedrai, le cose cambieranno prima o poi”
Lei non sapeva perché, però scriveva.
– Fin che la barca va, il piatto piange.
– Da che mondo è mondo, il mappamondo.
– Se non ci credi, apri il frigo e bevi.
– La mamma salta e il bambino muore..
– Sparisci anche tu, il buio non c’è più.
– La luna, il sole e le stelle, sono peggio delle sorelle.
– Domani mattina, la gatta si avvicina.
– Una vecchia muore anche se sorge il sole.
– Da qui a li, cambi pure tu.
– Quando l’ora scocca, il mattino a loro, imbocca

Annunci

Informazioni su scrittorenonfamoso

Sono uno scrittore non famoso
Questa voce è stata pubblicata in elucubrazionilondinesi, Fantareale, la non scrittura, racconti on the road, scrittore non famoso, storie per bambini. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...